Mi piace questo manifesto, molto . Il primo punto mi ricorda la semiotica, la mia materia preferita: ogni narrazione prevede tre fasi: virtuale (decido di fare qualcosa), attuale (acquisisco le competenze per farla) reale (faccio ciò che devo).

Ovviamente non sono dei dogmi da prendere alla lettera, ma consigli da interpretare in base alla situazione in cui ci troviamo (me lo ha insegnato il kung fu: a seconda della situazione la stessa tecnica può essere una difesa, un attacco, una proiezione, uno spostamento)

Il concetto che ho assorbito da questi 13 punti è l’incentivo a creare, mettersi in gioco. A parlare siamo bravi tutti, a criticare ancora di più: se critichi devi produrre anche un suggerimento: costruisci! Il bello di un’idea è realizzarla, non il semplice fatto di pensarla.

Ogni tanto ho la tendenza a rimandare le cose da fare, per questo ho appeso il manifesto in camera, davanti alla scrivania. Per ricordarmi che adoro fare.

Qui una mia traduzione. Ho preferito cambiare a seconda dell’occorrenza il “Done”, altrimenti si perdevano delle sfumature; dove possibile ho tenuto il termine “realizzare”

  1. Ci sono tre stati dell’esistenza:  non sapere, agire, realizzare.
  2. Accettare che tutto sia una bozza aiuta a concludere il lavoro.
  3. Non c’è nessuna “fase due”.
  4. Far finta di sapere che cosa stai facendo è la stessa cosa di saperlo fare davvero,quindi accetta quello che stai facendo, anche se non è vero, e realizzalo.
  5. Bandisci la procrastinazione. Se aspetti più di una settimana per realizzare un idea, abbandonala.
  6. Lo scopo del realizzare non è concludere, ma nel poter fare altre cose.
  7. Una volta concluso, lo puoi gettare via.
  8. Deridi la perfezione. E’ noiosa e t’impedisce di arrivare alla realizzazione.
  9. Le persona che non hanno le mani sporche sbagliano. Se realizzi qualcosa hai ragione .
  10. Fallire conta come realizzare. Quindi commetti errori.
  11. La distruzione è una variante della realizzazione.